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Ossigeno Ozono Terapia: tra applicazioni cliniche e formazione medica

Intervista al Professor Sergio Pecorelli

Segreteria, 06 Mar 2026 10:00

Argomenti: interviste
Ossigeno Ozono Terapia: tra applicazioni cliniche e formazione medica

L’Ossigeno Ozono Terapia rappresenta oggi una delle metodiche terapeutiche più studiate e in crescente diffusione in diversi ambiti della pratica clinica. Per approfondirne applicazioni, prospettive scientifiche e l’importanza della formazione medica, abbiamo intervistato il Professor Sergio Pecorelli, membro del Comitato Etico di Nuova FIO, Professore Emerito della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Brescia, Rettore Emerito dell’Università degli Studi di Brescia, Adjunct Professor presso Yale University, Presidente della Giovanni Lorenzini Medical Foundation di New York e Presidente del Comitato Scientifico della Federazione Medico Sportiva Italiana.

In questa intervista il Professor Pecorelli offre una riflessione sul ruolo della ricerca, sulla diffusione dell’Ossigeno Ozono Terapia e sull’importanza di una formazione rigorosa per garantirne un utilizzo corretto e scientificamente fondato.

1. L'Ossigeno Ozono Terapia è una metodica medica che utilizza una miscela di ossigeno e ozono per scopi antinfiammatori, antidolorifici e rigenerativi. Quali sono le patologie di maggior applicazione? È una terapia in crescita?

L’uso dell’ozono in medicina è dettato da due considerazioni generali, una basata sul fatto che l’ozono ha effetti diretti e indiretti sul metabolismo e l’altra sul fatto che ha effetti biologici. Tra gli effetti dell'ozono sui metabolismi vi è l’accelerazione dell’utilizzo del glucosio da parte delle cellule per aumentata glicosi, con aumentata disponibilità di ATP nelle cellule e quindi nei tessuti, soprattutto quello nervoso; l’intervento nel metabolismo delle proteine per la sua affinità con i gruppi sulfidrilici; la reazione diretta con gli acidi grassi insaturi che vengono trasformati in composti idrosolubili.

Gli effetti biologici dell'ozono sono noti.

Nell’applicazione topica si ha disinfezione e azione diretta trofica. Grazie alla formazione di perossidi si ha un effetto antibatterico ed antivirale sistemico. L’effetto germicida dell’ozono dipende soprattutto dalla presenza di acqua e dalle basse temperature. Ha una grande capacità di inattivare i virus (azione virustatica) rendendoli incapaci di aderire con i recettori cellulari sulla cellula bersaglio e quindi di replicarsi. Nei riguardi dei batteri, e in particolare i gram+, presenta un’azione battericida e soprattutto diretta. Importante l’azione analgesica e anti-infiammatoria, agendo su prostaglandine e citochine.

A livello dei globuli rossi si ha un aumento della loro deformabilità riducendo la viscosità ematica globale ed aumento del 2,3-difosfoglicerato (responsabile della cessione di O2 da parte dell’emoglobina ai tessuti) che ha, come fine ultimo, un netto miglioramento del trasporto di O2 e quindi un’azione reologica.

Tra le numerose patologie che si possono giovare dell’uso dell’ozono medicale possiamo ricordare:

  • Patologie da carente apporto di ossigeno (arterioso o venoso, quali ulcere flebostatiche, ulcere da decubito. maculopatia diabetica, maculopatia ischemica, maculopatia retinica degenerativa senile).
  • Malattie muscolo-scheletriche. Al primo posto ci sono le ernie e le protrusioni discali. Le ernie possono essere a livello cervicale, toracico, lombare e possono essere singole o multiple e tutte possono beneficiare dell’azione
  • terapeutica dell’ossigeno-ozono. Anche le coxo-artrosi e le gonartrosi possono beneficiarne.
  • Malattie croniche (ad esempio broncopneumopatie ostruttive, diabete)
  • Decorso post-operatorio. L’uso della ozonoterapia sistemica ha ridotto del 40% i giorni di convalescenza dopo interventi altamente demolitivi.
  • Lesioni della pelle: piaghe da decubito e gangrene diabetiche, Ulcus cruris, funghi e parassitosi.
  • Malattie su base autoimmunitaria: ad esempio Lupus eritematoso sistemico, eritema nodoso.
  • Malattie dell’intestino: proctiti, coliti, rettocolite ulcerosa, fistola anale
  • Malattie gastriche: gastriti da Helicobacter pilori, esofagiti.
  • Utilizzo in ambito odontostomatologico.

L’Ossigeno Ozono Terapia è sicuramente in grande crescita e lo dimostrano le centinaia di pubblicazioni peer-review in aumento quasi esponenziale negli ultimi anni. Sicuramente la conoscenza di questa modalità terapeutica dovrebbe essere portata a conoscenza dei medici di medicina generale, oltre che degli specialisti e deve entrare nell’insegnamento dei corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia, medicina veterinaria, odontostomatologia e dei corsi di laurea delle professioni sanitarie.

2. In qualsiasi trattamento medico-scientifico è importante la formazione. Quando e perché è ancora più importante nei trattamenti con Ossigeno Ozonoterapia?

La formazione continua in ambito medico è addirittura un obbligo (ECM) oltre che un impegno etico e professionale e non mi sembra sia mai stata messa in discussione. L’Ossigeno Ozonoterapia necessita non solo di una preparazione scientifico-clinica ma anche di un rigoroso percorso di formazione pratica applicativa. Solo un rigoroso percorso scientifico e metodologico-clinico, con frequenza a corsi e master sotto la guida di esperti professionisti del settore, con esperienza clinica e didattica a livello nazionale ed internazionale può portare ad una corretta formazione e successiva applicazione sul paziente. E’ chiaro che l’interazione diretta e la componente pratica sono elementi fondamentali per un apprendimento realmente efficace.

Le linee guida oggi disponibili vanno applicate con rigore in quanto è purtroppo frequente il fallimento terapeutico a causa di carente formazione, non esente poi da rilevanti problematiche medicolegali.

3. Cosa può fare un paziente per scegliere il medico o il centro cui rivolgersi? Il medico di base ha sufficiente esperienza e conoscenza per consigliarlo a dovere?

Credo che questa domanda valga per tutte le specialità mediche e il paziente non può che affidarsi a specialisti e centri di elevata competenza e professionalità. Non sempre i medici di medicina generale sono a conoscenza dei centri e dei professionisti cui indirizzare il paziente, anche se la sempre maggiore diffusione e utilizzo dell’ozonoterapia rendono più facile il consiglio. Altra questione è invece l’approfondimento, da parte del medico di base, nella conoscenza delle indicazioni alla terapia. Indubbiamente le Società scientifiche di appartenenza possono aiutare molto nella scelta.

La Nuova FIO, ad esempio, oltre a fornire un costante supporto formativo a medici e paramedici grazie all’organizzazione e al patrocinio di corsi, congressi e master, mira ad elevare continuamente gli standard di cura, promuovendo tra i suoi soci un utilizzo consapevole e scientificamente fondato dell’ossigeno-ozono terapia nella pratica clinica. Mantiene un contatto diretto e costante con i propri iscritti, nominando e coordinando rappresentanti territoriali in conformità con la Legge 24/17.

Questi rappresentanti svolgono un ruolo cruciale nell’organizzazione di eventi formativi e scientifici, contribuendo a favorire lo scambio di conoscenze e competenze tra i professionisti del settore, con l’obiettivo ultimo di elevare continuamente gli standard di cura.